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Feb. 9th, 2009

(no subject)

passato un po' di tempo, sento forse più il senso di colpa che la necessità di scrivere ancora. molte cose sono successe, la vita non ha fermato un attimo di segnare secondi e minuti e con essi avvenimenti e cambiamenti. sono stati mesi intensi, pesanti e dolorosi. ancora in fase di assestamento non conosco bene le conseguenze che segneranno la mia pelle. so per certo che alcune certezze - il mio amore - si sono stabilizzate definitivamente e fortissimamente. come se si fosse fatto un gradino in più, più in alto, nonostante le difficoltà. ho pensato tanto a cose che avrei voluto scrivere, ho passato ore a pensare in silenzio sapendo che avrei dovuto mettere su carta almeno tutte quelle sensazioni, il maturare di decisioni, la consapevolezza che siamo esseri fragili, temporanei, tecnicamente inutili. il senso della vita, il motivo dell'esistenza, il motivo dello struggersi e del soffrire, il motivo del gioire, nulla è sfuggito a notti tormentate e a tratti insonni, non so bene che cosa ne sia uscito, forse ancora è presto, ma la pressione di quei momenti mi è rimasta tatuata addosso. forse ha completato pensieri già fatti e lasciati a metà. forse lo farà. nel frattempo i secondi scandiscono ancora gioie e pensieri, a volte strabordano come adesso ...

Nov. 17th, 2008

Part 3!

Part 2

LA STORIA DELLE COSE - Part 1

Oct. 6th, 2008

military based

copio qui, per testimonianza e perchè vorrei che il mondo intero leggesse, questo intervento di Gino Strada, dopo la domenica di vana speranza per Vicenza.

Gino Strada: Chi impone scelte di guerra tradisce la Costituzione

Cari amici, alla sensibilità di Emergency l’imposizione di una struttura militare risulta mpensabile: perché è un’imposizione e soprattutto per la ragione elementare e decisiva che si tratta di una struttura destinata alla guerra.
Nel caso di Vicenza, non c’è spazio nemmeno per le ipocrite metafore che il ricorso alle armi sia destinato a difendere la pace: una menzogna cui si contrappone la verità delle morti e delle sofferenze che la cronaca quotidiana ci fa conoscere dall’Afganistan e dall’Iraq.
Queste notizie di ogni giorno, non fantasiose eventualità future e remote, rivelano la natura, il senso e lo scopo di un insediamento militare.
Il rispetto per ogni persona non può tradursi nell’apprezzamento per ogni scelta.
Voi vi opponete – noi insieme ci opponiamo – a decisioni di presidenti e ministri che, assumendo il loro incarico, hanno giurato di essere fedeli al «ripudio della guerra» che sta alla base della nostra convivenza.
Dove risieda la legittimità e la legalità in questo caso non è possibile dubitare.
Per parte nostra, non abbiamo bisogno di giuramenti pubblici e solenni.
Sentiremmo di tradire la nostra lealtà agli impegni di cittadini se consentissimo a violare la Costituzione.
Più ancora, tradiremmo noi stessi, le nostre convinzioni e la nostra umanità se non ci opponessimo ad azioni e situazioni che favoriscono la guerra.
Un insediamento militare, anche nei momenti in cui non fosse soggetto attivo di azioni di violenza, com’è invece nella sua natura, sarebbe in ogni caso una costante operazione di incultura e di inciviltà.
Violare la storia e l’arte di una città non sarebbe soltanto una profanazione del passato e del presente: sarebbe un’ipoteca negativa sul futuro, una soppressione di speranza.
Il rifiuto che da lungo tempo Vicenza e con essa moltissimi italiani oppongono a questa “invasione armata” non nasce certo da qualche appartenenza a qualche schieramento partitico e politico.
Il «no» alla base militare al Dal Molin è un «no» alla guerra, alla sopraffazione e alla violenza.
Non siamo nemici di uno Stato «straniero» o di un’alleanza.
Non conosciamo un’umanità distinta o divisa in stranieri, nemici o alleati.
Conosciamo e riconosciamo l’umanità come unica, unita e fraterna.
Non ci coinvolge la rivendicazione astratta di identità nazionale o territoriale.
Nel difendere Vicenza ci sentiamo cittadini del mondo, che vogliamo proteggere dalla distruzione.
La fedeltà e l’attaccamento che esprimiamo non sono destinati a un luogo, ma sono rivolti all’amicizia e alla pace, all’umanità di oggi e al suo futuro.

(2 ottobre 2008)

Sep. 16th, 2008

mattia_zionico


mattia_zionico, inserito originariamente da nero959.

uno spettacolo!

Sep. 11th, 2008

(no subject)

non sono amante dei coldplay, ma ci sta tutta

Sep. 10th, 2008

La Galleria - Milano


La Galleria - Milano, inserito originariamente da Mr Karanka.

sono andata a cercare lavoro. come un commesso viaggiatore, con la mia borsa carica di fascicoli, cv stampati, nomi e appuntamenti, cartina della città, indirizzi e numeri di telefono. a volte non devo pensare a quello che sto facendo ma solo a come farlo. solo così riesco a focalizzarmi sulle cose importanti senza sentire troppo il peso anche emotivo delle mie azioni. ho cercato di immaginarmi come una signora in vacanza, che gira tre città in un giorno per piacere. ho cercato di camminare lentamente, per non stancarmi, per misurare il tempo, per tenere il battito del cuore basso, per non lasciare che la frenesia di finire rovinasse il mentre. così ho passeggiato con energia serena, con lucidità. ho parlato, ho imparato a dire quello che desidero con calma e convinzione. ho imparato che per vendere è necessario assimilare. ho imparato che a fare tutto questo ci vuole una forza incredibile, temo di non esserci portata, alla vendita. soprattutto di me stessa. salgo in treno e come un burattino provo ad aprire il libro. ma i miei occhi non reggono, i neuroni sfibrano, crollo in un sonno che solo i bambini hanno pari, quel sonno che segna il fisico bisogno di recupero di forze. e mentali. dopo dieci minuti mi sveglio nuova. è incredibile e meraviglioso. ricomincio.

Aug. 20th, 2008

croazia


croazia, inserito originariamente da nero959.

non capisco se di nostalgia si tratta o di una forma di materno senso del distaccamento, questo senso di mancanza di un pezzo di me. il tempo trascorso insieme a guardare e respirare il mondo si frange così tanto rispetto al chiuso bugigattolo dove per ora scrivo e trascorro le mie giornate. non ho voglia che questa sia la mia vita. vedere il 'fuori' ti rende consapevole della piccolezza del 'dentro'. e la tensione alla fuga è forte e feroce. condividere il letto, la tavola, il bagno, la sveglia e la fatica ha consolidato la tua presenza. serena, costante, felice. e allo stesso tempo la mia voglia di vivere così, ogni giorno.

Jul. 11th, 2008

Run baby Run


Run baby Run, inserito originariamente da Binogulus OO.

uscire al mattino presto per andare a correre è una conquista della mente. intanto perchè scivolare giù dal letto quando ancora potrei rotolarmi tra le lenzuola un'altra ora è una fatica immane. peraltro assolutamente ripagata dalla soddisfazione intima di esserci riuscita.
ci deve essere una ragazza nella casa dopo il palazzetto dello sport con un fidanzato poco fantasioso, che in questi giorni le ha dedicato una sottospecie di sonetto amoroso scritto a bomboletta sull'asfalto. a memoria un testo di una canzone. gesto banale (ad oggi) con testo copiato? che disastro! poi incrocio sempre la stessa signora con cagnetto più o meno nello stesso punto. il cagnetto fa i sui bisogni sereno, lei ha la faccia da infelice sotto psicofarmaco. appena li passo vedo uno in bici con la coda dell'occhio che mi segue. svolto e lo faccio passare, è un po' strano, pazienza. i matti dormono poco la mattina. giro di boa per tornare a casa. due curve e una zaffata di cacca di cane putrida che per poco non mi fa cadere. ma cosa gli danno da mangiare a 'ste bestie? trattengo il respiro, conto fino a venti e poi esplodo sperando sia passata la chimica delle crocchette. gente che va in ospedale e mi guarda strana, due sorelle indiane con treccia lunghissima e tuta morbidissima sulle loro morbidissime forme che mi incrociano e sorridono. corrono anche loro. passo di fianco alla panetteria e al bar. pane e brioches nell'aria. faccio finta di niente e arrivo al mio traguardo, il palo dell'angolo. gocciolo dal mento, questa mattina l'afa è forte. mancano pochi minuti alle otto, le macchine escono dai garage, la gente ha già iniziato la giornata, una mamma con pancione seduta su una panchina all'ombra. stretching, respiro, entro. e poi mi srotolo sul tappeto, con i piedi in alto, e ti chiamo, felice.

Jul. 8th, 2008

looking hard


looking hard, inserito originariamente da nero959.

e questo è appena uscito dall'acqua, quando il tuo sguardo mi cercava disperatamente in mezzo al disastro di pelle e folla e boe e odore di muta di gomma. io ero lì, in mezzo.

fotofinish


fotofinish, inserito originariamente da nero959.

non posso certo dire che era una splendida giornata, ma questo è il risultato finale. il 411 sta volando verso l'arrivo, ed io sono lì.

Jul. 4th, 2008

nuoto


nuoto palermo, inserito originariamente da wibe71.

domenica, resterò a guardare il mio uomo nuotare per un kilometro e mezzo, attraversare un lago. e disegnerà sulla sua cuffia un segno d'amore, così che io possa riconoscerlo, da lontano.
bonne chance, nico.

Jun. 12th, 2008

Apnea


Apnea, inserito originariamente da leomore™.

apnea settimanale, ossigeno a momenti, inoculo e inspiro, trattengo per stillare energia fino alla fine. ma quando i secondi scandiscono l'arrivo dell'ora la fatica è molta e maledetta e insopportabile. a volte vanifico lo sforzo di restare calma per tenere i battiti del cuore bassi, per consumare meno energia, per razionalizzarla, per farmela bastare. la sola quotidiana maestria del mondo mi ruba attimi di felicità che non vorrei concedere per tenerli con me, li consuma li sfregola come se il ricordo svanisse e non avesse più benefici effetti.

May. 23rd, 2008

calvinhobbes_9


calvinhobbes_9, inserito originariamente da nero959.

May. 5th, 2008

cinqueterre


bacio, inserito originariamente da nero959.

pelle scottata dal sole, occhi pieni dei riflessi stellati sull'acqua. il mare e la terra, i colori e i profumi della primavera. limoni e foglie verdi, colline e scogli e muretti, sale grosso sull'olio sulla focaccia, colazione sul balcone, le mie labbra sulle tue, sempre. la luce chiara che ci sveglia il mattino dalla finestra col suono delle onde, noi tra le lenzuola bianche che osserviamo con il primo sguardo del mattino le scogliere lontane che raggiungeremo.

Apr. 22nd, 2008

secretary


maggie_gyllenhaal_signed_secretary_DVD, inserito originariamente da rbarthjr.

ieri sera ho aprofittato della mia estetista e finchè ero bloccata dentro una maschera purificante per il viso, le ho chiesto di farmi le mani. unghie rosa? o le facciamo rosse? beh, visto che me le fai tu falle rosse, che vengono bene. e così, dopo avermi fatto una specie di ceretta alla faccia togliendomi il mascherone, appaiono dieci caramelle libidinose al posto delle mie unghiette. ovviamente il riferimento al film di cui sopra era doveroso. finale strepitoso!

Apr. 21st, 2008

rain


Cade la pioggia, inserito originariamente da verdiana (aka prince$$).

nonostante il monsone primaverile si stia sfogando sul mio metereopatismo, registro picchi di serenità innovativa e strepitosa. non posso che ringraziare e sperare che questa meraviglia continui senza posa. anche quando uscirà il sole.

Apr. 11th, 2008

s-lanci elettorali

Appena Peppone lesse sulle cantonate il manifesto nel quale si diceva che un tizio di città avrebbe tenuto in piazza un comizio per invito della sezione del partito liberale, fece un salto.
“Qui, nella roccaforte rossa, si dovrà permettere una provocazione simile?” urlò. “La vedremo chi comanda qui!”

“Ecco l’insidia della democrazia!” concluse Peppone. “Che il primo mascalzone può permettersi il lusso di parlare in una pubblica piazza!”

Ed ecco che arrivò il treno e scese soltanto un ometto magro con una valigetta di fibra.

L’ometto si avvicino e, salutando urbanamente, chiese a Peppone se per cortesia gli indicava la sede del partito liberale.

Arrivati sulla piazza, Peppone e i suoi scesero, accerchiarono l’uomo, fendettero la calca e raggiunsero la tribuna. L’uomo salì e si trovò davanti duemila uomini in fazzoletto rosso.

“Compagni!” gridò Peppone. “Vi presento questo signore il quale vi terrà un discorso alla fine del quale voi tutti andrete a iscrivervi al partito liberale.”
Una enorme risata accolse quelle parole, e quando si fece un po’ di silenzio l’uomo parlò.
“Ringrazio della sua cortesia il vostro capo.” disse “ma ho il dovere di spiegarvi che non risponde ai miei desideri quanto egli ha affermato. Perché se, alla fine del mio discorso, voi andaste tutti a iscrivervi al partito liberale, io sarei costretto ad andarmi a iscrivere al partito comunista, e ciò sarebbe contrario ai miei principî.”
Non poté continuare perché in quell’istante arrivò sibilando un pomodoro che lo colpì in faccia.
La folla si mise a sghignazzare e Peppone diventò pallido.
“Chi ride è un porco!” urlò al microfono. E la folla diventò muta.
L’uomo non si era mosso e con la mano cercava di pulirsi il viso. Peppone era un istintivo e, senza saperlo, era capace di gesti enormi: si tolse il fazzoletto dal taschino, poi lo ripose e si slacciò il grande fazzoletto rosso che portava al collo e lo porse all’uomo.
“Lo portavo quand’ero in montagna” disse. “Si ripulisca”.

L’uomo scosse il capo, si inchinò e si avvicino al microfono.
“Troppa storia è racchiusa in quel fazzoletto perché la si possa macchiare con un volgare episodio che appartiene alla cronaca meno eroica del mondo” disse. “Per cancellare questa macchia basta un normale fazzoletto da naso.”
Peppone diventò rosso e si inchinò anche lui, e allora un sacco di gente si commosse, e si levò un applauso formidabile mentre il ragazzaccio che aveva buttato il pomodoro partiva a calci nel sedere verso l’uscita della piazza.

(Giovanni Guareschi: Don Camillo - Il Comizio)

Ammetto di averlo copiato dal blog di jonny. ringrazio sentitamente.

Apr. 10th, 2008

hikmet


nazım hikmet, inserito originariamente da yerçekimli_karanfil.

Il più bello dei mari

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

N.H.

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